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  • Anna Maria Iachetta

La bancarella di Libri

Camminare nella mia città e ritrovarsi nei pressi di Fontana di Trevi, assaporando il pungente vento di Gennaio sul viso e quel freddo gelido che fa brillare al sole l'acqua pura delle fontane di Roma.

Calpestare la strada facendo risuonare i passi come fossero impronte che si vogliono depositare per lasciare, al passaggio, un messaggio di sé.

Viviamo giorni ciechi, di insana tristezza, mentre assistiamo alla caduta annunciata e inesorabile di una vita che ben conoscevamo con i suoi schemi familiari.

Siamo chiamati, oggi, a cercare un'altra vita, un'altra strada da percorrere, un altro schema, un'altra familiarità, un altro pensiero, un altro modo di lavorare, un altro modo di ritrovarsi: un altro se stessi.

I miei pensieri accompagnavano il ritmo dei miei piedi sull'asfalto, il mio sguardo cercava intorno con la profonda angoscia di ritrovare, quella mia città amata, di nuovo familiare. Gente imbavagliata da mascherine colorate di cui intravedevo solo gli occhi stanchi e smarriti mi passavano accanto e io mi chiedevo come si possa osservare il mondo quando la bocca è serrata e lo sguardo spinto verso un solo e unico orizzonte.

Non sappiamo più cosa significhi scegliere per sé, ascoltare il nostro corpo, chiudere gli occhi e sentire cosa si prova a ricevere una carezza sul viso, sciogliere i capelli morbidamente sulle spalle, correre contro il flusso, bagnarsi le mani e il viso e bere sguaiatamente ad una fontanella, baciare il proprio cane, baciarsi, tendere la mano verso chi ha bisogno, ascoltare, osservare, amare.

Una bancarella con i libri ho incontrato sul mio percorso.

La risposta arriva tra le pagine.

Si sceglie interrogando se stessi.

Le mie mani e i miei occhi scorrono avide e veloci sulle copertine esposte.

In piedi davanti ai libri.

Ogni libro apre un universo, infonde pace, è ristoro per l'anima, perché ci pone davanti un dialogo nuovo, la possibilità di leggere la vita da una prospettiva multifocale, da infiniti angoli di osservazione a cui corrispondono i più diversi punti di vista, per provare ad osservare da varie distanze la realtà.

Ci sono momenti in cui la realtà si ribalta e le parole scavano nei ricordi portando a galla le storie mute, la fotografia limpida di un dolore umano che semplicemente nei libri si racconta.

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